Dopo Vaia: come sta rinascendo il bosco sull'Altopiano di Piné
Un paesaggio che cambia sotto i nostri occhi
Chi arriva oggi sull'Altopiano di Piné e percorre i suoi sentieri potrebbe non immaginare quanto profondamente questo territorio sia cambiato nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 2018.
La tempesta Vaia colpì con grande violenza anche l'Altopiano di Piné, abbattendo vaste porzioni di bosco. Tra le aree maggiormente interessate ci fu quella di Bedolpian, sopra Baselga di Piné, dove il vento arrivò a distruggere quasi completamente ampie superfici di pineta e lariceto.
A distanza di anni, però, quello che si può osservare non è più soltanto il ricordo della devastazione.
È soprattutto un bosco che sta rinascendo.
E proprio oggi può essere interessante percorrere alcuni sentieri dell'Altopiano per osservare come la natura e l'uomo abbiano seguito strade diverse per ricostruire, trasformare e accompagnare il paesaggio.
La natura riparte da sola
Dopo una tempesta come Vaia, il bosco non scompare semplicemente per poi essere "ricostruito".
La natura comincia immediatamente il proprio lavoro.
Tra gli alberi abbattuti iniziano a comparire nuove piantine, arbusti e vegetazione spontanea. Alcune specie riescono a colonizzare rapidamente gli spazi aperti, mentre gli alberi sopravvissuti diventano il punto di partenza per una nuova evoluzione del bosco.
In alcune zone dell'Altopiano si è scelto proprio di lasciare che questo processo avvenisse in larga parte spontaneamente, limitando gli interventi e permettendo al territorio di trovare il proprio nuovo equilibrio.
Passeggiando oggi in queste aree si possono quindi osservare giovani alberi di età e dimensioni differenti, vegetazione pioniera e un paesaggio che continua a cambiare anno dopo anno.
È un processo lento, ma molto affascinante da osservare.
Dove prima c'era il bosco, oggi può esserci un pascolo
La rinascita dopo Vaia non significa necessariamente ricreare esattamente il bosco che esisteva prima della tempesta.
In alcune zone, grazie a progetti portati avanti dalle ASUC e dalle aziende agricole locali, le superfici liberate dagli alberi sono state recuperate a prato e pascolo.
Queste aree hanno così assunto un aspetto completamente diverso: dove prima si vedeva una superficie boscata continua, oggi si aprono radure e prati che permettono di recuperare anche una parte del paesaggio agricolo tradizionale della montagna.
Il risultato è un territorio più vario, dove bosco, prato e pascolo si alternano creando un mosaico di ambienti diversi.
Questa trasformazione permette anche di riscoprire un legame antico tra l'uomo e la montagna: la gestione dei prati e dei pascoli ha infatti contribuito per secoli a modellare il paesaggio alpino.
Il bosco che rinasce grazie alle nuove piantumazioni
In altre aree, invece, si è scelto di intervenire direttamente con nuovi rimboschimenti.
La Provincia autonoma di Trento, attraverso il Servizio Foreste e in collaborazione con i proprietari forestali, ha realizzato interventi di ripristino e nuove piantumazioni nelle aree colpite dalla tempesta.
L'obiettivo non è semplicemente quello di "rimettere gli alberi dove mancavano", ma di accompagnare la ricostituzione di boschi più adatti al territorio e capaci di svolgere nel tempo diverse funzioni: paesaggistiche, naturalistiche, protettive e ricreative.
A Bedolpian, ad esempio, nelle aree più esterne sono stati avviati rimboschimenti a piccoli gruppi utilizzando larici e altre specie ritenute idonee al sito.
Camminando in queste zone è quindi possibile riconoscere la differenza tra un'area dove la vegetazione si sta sviluppando spontaneamente e una superficie nella quale sono stati messi a dimora nuovi alberi.
Bedolpian: un vero laboratorio a cielo aperto
Se vuoi capire concretamente cosa è successo al bosco dell'Altopiano di Piné dopo Vaia, Bedolpian è probabilmente uno dei luoghi più interessanti da visitare.
Qui gli interventi hanno interessato un'area molto ampia e hanno previsto diverse modalità di gestione del territorio.
Sono state individuate aree con funzioni differenti: una zona a carattere ricreativo, l'area del Laghetto delle Rane, zone di collegamento e superfici destinate maggiormente all'evoluzione naturale.
Il risultato è particolarmente interessante per chi percorre la zona a piedi.
Nel giro di una passeggiata è possibile passare da prati e aree aperte a zone dove sono stati piantati giovani alberi, fino ad arrivare a porzioni di bosco nelle quali la natura è stata lasciata maggiormente libera di svilupparsi.
È quasi come osservare diverse fotografie dello stesso paesaggio scattate in momenti differenti.
Il Laghetto delle Rane e il nuovo specchio d'acqua
La trasformazione di Bedolpian non ha riguardato soltanto il bosco.
Anche il Laghetto delle Rane è stato interessato da un intervento di riqualificazione, con la sistemazione delle sponde e la pulizia del fondo.
Accanto al laghetto esistente è stato inoltre realizzato un secondo bacino idrico, con finalità turistico-ricreative.
Oggi questa zona rappresenta quindi una piacevole meta per una passeggiata, ma anche un interessante esempio di come un'area profondamente trasformata dalla tempesta sia stata ripensata combinando natura, fruizione turistica e nuovi spazi verdi.
Il Laghetto del Palustel del Croz
Un'altra piccola sorpresa da scoprire nel territorio di Bedolpian è il Laghetto del Palustel del Croz.
Questi nuovi ambienti umidi inseriti nel paesaggio forestale aggiungono un ulteriore elemento di interesse alle passeggiate nella zona.
Gli specchi d'acqua e le aree umide possono diventare importanti piccoli habitat per diverse forme di vita e contribuiscono a rendere più diversificato il paesaggio.
Per chi ama osservare la natura, fotografare o semplicemente camminare con calma, sono luoghi che meritano una visita.
Tre modi diversi di vedere la rinascita del bosco
Visitando queste zone dell'Altopiano di Piné si può quindi osservare qualcosa di particolarmente interessante.
1. La natura fa il suo corso
Alcune aree sono state lasciate maggiormente all'evoluzione naturale.
Qui il bosco cresce seguendo dinamiche spontanee.
2. Il bosco viene accompagnato dall'uomo
In altre zone sono stati effettuati interventi di rimboschimento e piantumazione, con specie selezionate in funzione delle caratteristiche del territorio.
3. Il bosco lascia spazio a prati e pascoli
In altre ancora, le superfici sono state recuperate a prato o pascolo, creando un paesaggio aperto e diverso da quello precedente a Vaia.
Nessuna di queste immagini racconta da sola tutta la storia.
È proprio il confronto tra le diverse aree a rendere interessante una passeggiata.
Una passeggiata per scoprire il bosco del futuro
Quando soggiorni sull'Altopiano di Piné, una visita a queste zone può trasformare una semplice escursione in una piccola esperienza di scoperta.
Prova a osservare gli alberi giovani, le specie che stanno colonizzando naturalmente le radure, le zone dove sono state effettuate le piantumazioni e quelle dove il bosco è stato lasciato maggiormente libero.
Guarda come cambia il paesaggio passando dal prato al bosco e dal bosco agli ambienti umidi.
E soprattutto prova a immaginare come appariranno questi luoghi tra dieci, venti o trent'anni.
Il bello è proprio questo: il paesaggio che vediamo oggi non è quello definitivo.
Il bosco dell'Altopiano di Piné è ancora in piena trasformazione.
Dal ricordo di Vaia a un nuovo paesaggio
Vaia ha lasciato una ferita profonda nel territorio dell'Altopiano di Piné, ma oggi, a distanza di anni, quella stessa ferita permette di osservare un processo straordinario.
Un nuovo paesaggio sta prendendo forma.
In alcuni luoghi lo sta facendo la natura, in altri l'intervento dell'uomo, in altri ancora il recupero delle attività agricole e pastorali.
Per chi visita l'Altopiano di Piné, tutto questo rappresenta un motivo in più per uscire dai percorsi più conosciuti e andare alla scoperta di luoghi meno conosciuti, ma ricchi di significato.
Perché una passeggiata nel bosco, oggi, può essere anche un viaggio nel passato e uno sguardo verso il futuro.
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L'Altopiano di Piné si scopre lentamente, passo dopo passo, stagione dopo stagione.
Ti aspettiamo per scoprirlo insieme.



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